soffiablablà

ventinove stazioni

Tra poco più di sei mesi compirò venticinque anni e non avrò mai più la possibilità di viaggiare gratis in Italia. Da mesi che mi manca una meta, ma quello che mi angoscia di più è la sensazione di non avere più il tempo per mettermi in treno e andare dove desidero. Ho fatto un paio di conti e mi restano solo ventinove settimane, un numero spaventosamente piccolo. Se anche potessi partire ogni volta che voglio non sempre troverei qualcuno ad accogliermi, a volte non c’è neanche nessuno da avvisare, e, a quel punto, che senso avrebbe spostarmi? Ma questa giornata, ad esempio, mi sembra così sprecata, che cosa sto facendo io qui? Da settembre, ogni settimana, voglio prendere il treno e scendere ogni volta in una stazione nuova, che ci sia qualcuno o no ad aspettarmi al binario. Non voglio essere schiacciata da quello che mi manca.

1 giorno fa / 4 note /
Madreh mi costringe ad uscire di domenica mattina.

Madreh mi costringe ad uscire di domenica mattina.

1 giorno fa / 5 note /

Mi affaccio al balcone mentre mia madre stende.
madreh: che fai?
io: controllo se c'è la macchina di Ado giù, così scendo.
madreh: non c'è.
io: perché, conosci la sua macchina?
madreh: ...no.

terrorismo psicologico dal dottore.

doc: mettiti così, ecco, ti fa male?
io: no.
doc: se tocco qui?
io: ahio ahio ahio sì sì dolore.
doc: come pensavo, ti sei stirata il tendine [non ricordo il nome, un qualcosa dalle parti della cuffia dei rotatori].
io: aaaaha vabbè, uno stiramento, e che vuoi che sia. meno male, quindi col tempo andrà meglio?
Lui fa quell'espressione tipica dei medici quando un bambino che è appena stato maciullato dall'ombelico in giù chiede se potrà ancora realizzare il suo sogno di diventare una ballerina.
doc: eeeeh... speriamo.
io: okay, forse dovresti spiegarmi cosa significa "stirarsi un tendine".

La settimana prossima si sposa una mia collega e, siccome oggi ero particolarmente curiosa, tra un cliente e l’altro, mi ha raccontato un po’ come sono andate le cose tra lei e il suo futuro marito. Davvero, io dovrei smetterla di ascoltare le improbabili, e per questo bellissime, storie d’amore degli altri, altrimenti finisco col convincermi che le stronzate nel mio cervello abbiano un che di realistico.

Chi l’avrebbe mai detto che sarei diventata una di quelle persone che COLLEGA SMETTILA DI PARLARMI NON RIESCO A LAVORARE MI DISTRAI LA TUA VITA È MOLTO INTERESSANTE MA STAI ZITTO MI FA PIACERE CHE GUARDI GLI ANIME MA NON È IL MOMENTO DI PARLARNE.

Sto diventando più orribile di quanto già non fossi?

hrocr:

Oooo batte batte forte il cuore e gli occhi brillano se c’è l’amooore.

harrysbakerybuns:

Viserys Targaryen does the ALS Goldbucket Challenge


(Fonte: ghostyards)

via julietwasanidiot / 1 settimana fa / 45.900 note /

Ho appena letto di Richard Attenborough e tutto quello a cui sono riuscita a pensare è:

Salve John.
Salve John.
Salve.
Salve John.
Salve.
Salve.

Nella mia prossima vita voglio rinascere tonno e il mio sogno più grande sarà finire in una scatoletta. Perché è questo che devono fare i tonni, essere mangiati.

nevroticofenomenodabaraccone:

Molto presto inizierò a fare attività ginnica unita ad una dieta che devo ancora studiarmi (cioè potrei studiarla davvero, visto che mi ricordo le lezioni di fisiologia della nutrizione), ma comunque.

adesso odi le ragazze belle, dopo le odierai perché per te saranno brutte”

A me e soffiablabla piace sognare.

Saremo magre e snob e vi criticheremo tutti ♥

C’è una balena arenata in un vestit- NOPE, sono io.

1 settimana fa / 5 note /

M: che fai?
io: cerco di inventare qualcosa di decente per delle castagne sciroppate.
M: uhu buone!
io: puzzano. e sembrano dei cervelli di feti in formaldeide.

Pinco panco ha fatto realizzare delle spillette da alcuni file di prova che avevo creato a tempo perso. Me le ha portate in ufficio tutto contento e ha detto che vorrebbe fare anche dei magneti e che la prossima settimana posso lavorare su questo. Ho una mia spilletta attaccata alla borsa del pc.

Adesso mi metto a piangere.

 
Next »

Page 1 of 329
Theme by maggie. Runs on Tumblr.